Pay Transparency. L’attuazione della Direttiva UE in Italia

Lo Studio Ichino Brugnatelli e Associati ha promosso, presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, una tavola rotonda dedicata alla Pay Transparency e all’attuazione della Direttiva UE in Italia.

L’incontro, rivolto alle aziende clienti, è stato pensato come momento di confronto tra professionisti del settore sui principali cambiamenti introdotti dalla nuova disciplina sulla trasparenza retributiva e sul loro impatto su politiche HR, criteri retributivi, sistemi di valutazione e governance interna delle imprese.

Alla tavola rotonda sono intervenuti Margherita Covi, Partner dello Studio Ichino Brugnatelli e Associati, Luca Solari, Professore ordinario di Organizzazione aziendale all’Università degli Studi di Milano, Massimo Pallini, Partner dello Studio Ichino Brugnatelli e Associati e Professore ordinario di Diritto del lavoro all’Università degli Studi di Milano, Emanuela Teatini, Organization and HR Director di Veolia Italia, Alessandro Premoli, Head of People, Culture & Organization di Autogrill, e Vincenzo Di Marco, Vicepresidente AIDP Lombardia.

Dalla parità retributiva alla trasparenza dei processi

La Direttiva (UE) 2023/970 nasce con l’obiettivo di rafforzare l’applicazione del principio della parità retributiva tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore. In Italia, il recepimento è avvenuto con il D.lgs. 7 maggio 2026, n. 96, entrato in vigore il 7 giugno 2026.

La nuova disciplina segna un passaggio rilevante: il tema della parità retributiva non viene più affrontato solo nella prospettiva della repressione ex post di eventuali discriminazioni, ma attraverso strumenti di verificabilità, tracciabilità e controllo dei processi che determinano le scelte retributive.

Per le aziende, questo significa interrogarsi non soltanto sui livelli salariali, ma anche sui criteri con cui vengono definite le retribuzioni, sulle modalità di progressione economica, sui sistemi di classificazione delle posizioni e sulla capacità di documentare le scelte adottate.

I principali obblighi per le imprese

La nuova disciplina introduce obblighi che riguardano diverse fasi del rapporto di lavoro.

Già nella fase di selezione, i candidati dovranno ricevere informazioni sulla retribuzione iniziale o sulla relativa fascia retributiva prevista per la posizione. Al tempo stesso, viene vietato al datore di lavoro di acquisire informazioni sulle retribuzioni percepite in precedenti rapporti di lavoro.

Durante il rapporto, i lavoratori avranno diritto a conoscere i criteri utilizzati per determinare la retribuzione, i livelli retributivi e la progressione economica. Potranno inoltre richiedere informazioni sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, relativi alle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.

Per le aziende di maggiori dimensioni sono previsti anche obblighi di reporting sul divario retributivo di genere, con scadenze differenziate in base al numero dei dipendenti. In presenza di un divario pari o superiore al 5%, non giustificato da criteri oggettivi e neutri rispetto al genere e non corretto entro i termini previsti, potrà essere richiesta una valutazione congiunta delle retribuzioni con i rappresentanti dei lavoratori.

Il nodo del “lavoro di pari valore”

Uno dei profili più delicati riguarda la nozione di lavoro di pari valore, centrale ai fini dell’applicazione della nuova disciplina.

Il D.lgs. n. 96/2026 richiama criteri comuni, oggettivi e neutrali rispetto al genere, che tengono conto, tra gli altri elementi, delle competenze, delle responsabilità, delle condizioni di lavoro e di ogni altro fattore pertinente alla posizione.

In questo quadro, la contrattazione collettiva assume un ruolo importante: i sistemi di classificazione e inquadramento previsti dai CCNL rappresentano un riferimento significativo per la comparazione tra posizioni. Tuttavia, come emerso nel corso dell’incontro, la classificazione contrattuale non esaurisce il tema. La valutazione dovrà confrontarsi con l’effettività delle mansioni svolte e con la concreta comparabilità delle posizioni, anche alla luce della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Per le imprese, ciò comporta la necessità di verificare la coerenza tra inquadramenti, job architecture, criteri di progressione e sistemi di valutazione interni.

Non solo compliance: una leva di people strategy

La Pay Transparency non può essere letta soltanto come un nuovo adempimento normativo. La trasparenza retributiva incide direttamente sulla relazione tra azienda e lavoratori, sulla fiducia interna, sull’engagement e sulla capacità dell’organizzazione di attrarre e trattenere talenti.

Un approccio meramente reattivo, limitato al rispetto delle scadenze, rischia di lasciare l’azienda esposta a criticità organizzative, comunicative e reputazionali. Al contrario, un approccio proattivo consente di conoscere per tempo la propria struttura retributiva, individuare eventuali gap, comprenderne le cause e definire azioni correttive sostenibili.

In questa prospettiva, il pay audit assume un ruolo centrale: non come mero adempimento formale, ma come strumento per leggere la struttura retributiva dell’organizzazione, classificare correttamente le posizioni, analizzare i differenziali non giustificati da criteri oggettivi e costruire una narrativa interna coerente.

Un ruolo decisivo sarà svolto anche dai manager, chiamati a gestire conversazioni sempre più aperte sui criteri retributivi, sulle possibilità di crescita e sulle ragioni delle differenze di trattamento. La trasparenza, senza preparazione e senza strumenti adeguati, può generare confusione; se governata correttamente, può invece diventare un fattore di chiarezza e responsabilizzazione.

Prepararsi per tempo

La nuova disciplina sulla trasparenza retributiva richiede alle aziende un lavoro preventivo su dati, processi, sistemi di valutazione e comunicazione interna.

Prepararsi alla Pay Transparency significa conoscere i nuovi obblighi, ma anche costruire processi più chiari, documentabili e coerenti. Significa interrogarsi sui criteri con cui vengono prese le decisioni retributive, sulla loro neutralità rispetto al genere e sulla capacità dell’organizzazione di renderle comprensibili e verificabili.

Materiali di approfondimento

In allegato all’articolo sono disponibili i materiali utilizzati nel corso dell’incontro:

“Pay Transparency. L’attuazione della Direttiva UE in Italia.” a cura dell’Avv. Margherita Covi, Partner dello Studio Ichino Brugnatelli e Associati; 

“Trasparenza retributiva. Da obbligo normativo a leva di People Strategy” a cura del Prof. Luca Solari, Professore ordinario di Organizzazione aziendale all’Università degli Studi di Milano; 

“L’oscura definizione del lavoro di pari valore nel D.Lgs. n. 96/2026: funzione e limiti della contrattazione collettiva e dei sistemi di certificazione”, a cura del Prof. Massimo Pallini, partner dello Studio Ichino Brugnatelli e Associati e Professore ordinario di Diritto del lavoro all’Università degli Studi di Milano.

 

Scienze Politiche UNIMI – Convegno Diritto del Lavoro

22 gennaio 2025: Convegno all’Università degli Studi di Milano sul tema “Interrogativi e bilanci su mezzo secolo di Diritto del Lavoro”

L’incontro si terrà il dalle ore 15.00 alle ore 18.00 nella Sala Lauree della Facoltà di Scienze Politiche, Via Conservatorio 7. L’ingresso sarà libero.

Sarà un’occasione per riflettere su luci e ombre dell’evoluzione della materia giuslavoristiche nei decenni passati, in dialogo con Pietro Ichino, autore del libro Mezzo secolo di Diritto del Lavoro (Adapt University Press, 2024, pp. 528) e con i giuslavoristi Maria Teresa Carinci, Franco Scarpelli, Mariella Magnani e Michele Tiraboschi.

Le conclusioni saranno tratte dal Prof. Avv. Massimo Pallini.

Link alla locandina del convegno: Convegno 22-01-2025

Decreto e DDL Lavoro: Massimo Pallini e Andrea Musti relatori per l’Ordine degli Avvocati
di Roma

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 1° maggio 2023 un disegno di legge in materia di contratti di lavoro. Quindi la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il Decreto Legge n.48/2023, in data 4 maggio, contenente « Misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro».

I provvedimenti intervengono sulle condizioni di accertamento e risoluzione dei casi di evasione o irregolarità contributiva. Interessate sono le diverse forme contrattuali di lavoro subordinato e parasubordinato. Inoltre, grazie alla previsione di stanziamenti finanziari, sono previste misure di contrasto della povertà. Non di minore importanza sono gli interventi stabiliti in materia di sicurezza e tutela contro gli infortuni.

Il Convegno in diretta streaming dell’Ordine degli Avvocati di Roma

Su queste novità si impone una riflessione complessiva. Al confronto sui diversi profili giuslavoristici e civilistici, ma anche previdenziali ed eventualmente giudiziari che vengono sollevati dalle norme introdotte dal Decreto e dal Disegno di legge, è dedicato un convegno online organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Roma che sarà erogato tramite il canale Youtube.

Il prof. avv. Massimo Pallini, professore ordinario di Diritto del Lavoro all’Università degli Studi di Milano e Partner dello studio Ichino Brugnatelli e associati, interviene come primo relatore sul tema: «Innovazioni alla disciplina del contratto di lavoro in somministrazione».

Con lui, anche l’avvocato Andrea Musti, Senior Associate presso la sede romana di Ichino Brugnatelli e associati e Componente della Commissione Lavoro dell’Ordine degli Avvocati di Roma, partecipa con un intervento su: «Innovazioni alla disciplina del contratto a termine».

 

Programma dell’evento sul Decreto e DDL Lavoro

Gli altri relatori invitati a intervenire dopo i saluti dell’avvocato Paolo Nesta, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma e con la moderazione della Consigliera avvocata Cristina Tamburro, responsabile della Commissione Lavoro, sono quelli di:

  • avv. Rocchina Staiano: «Patto di prova, le novità»
  • Italo Meoli, socio AIGI: «Decreto Trasparenza: semplificazione degli obblighi informativi»
  • Gennaro Maria Amoruso, DPO di aziende pubbliche: «Condivisione dei dati tra le Pubbliche Amministrazioni»
  • Federico Avanzi, consulente del lavoro e componente del Centro Studi ANCL: «Dimissioni dal rapporto di alvoro subordinato: torna la cessazione per fatti concludenti del lavoratore?»

 

Clicca qui per scaricare il programma in formato .pdf.

 

A questo link, maggiori informazioni sulla iscrizione e i crediti formativi forniti dall’Ordine degli Avvocati di Roma

Come cambia il ramo d’azienda nei diversi settori del diritto: convegno Unimi

I giuslavoristi Pietro Ichino e Massimo Pallini prendono parte all’evento: “Il ramo di azienda nei vari rami del diritto: una fattispecie unitaria o plurima?” organizzato dall’Università degli Studi di Milano per il 1° marzo 2023.

Il quesito è posto immediatamente dal titolo e ciascun relatore affronta il tema dalla prospettiva della propria disciplina di competenza.

Protagonisti della mezza giornata di studi sono giuristi con esperienza nelle professioni forensi, avvocatura e magistratura, oltre che di docenza universitaria.

La prima materia che tratta l’argomento, naturalmente, è il diritto privato. Il ramo d’azienda viene tuttavia ripreso da differenti angolature nel diritto commerciale, del lavoro, bancario e delle assicurazioni. In ogni disciplina sono diverse le priorità assegnate alle sue caratteristiche. Per questo ci si domanda se la sua attuale denominazione non dovrebbe forse ramificarsi a sua volta perché siano più chiari gli elementi di volta in volta presi in considerazione.

Il convegno è presieduto dal prof. Roberto Sacchi, ordinario di Diritto commerciale dell’Università degli Studi di Milano. La prof.ssa Ilaria Viarengo, direttore del Dipartimento di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici ed il prof. Roberto Pedersini, direttore Dipartimento di Scienze Sociali e politiche, salutano i presenti ed introducono le relazioni:

“La fattispecie di cui all’art. 2555 del Codice Civile”, del prof. Marco Cian, ordinario di Diritto commerciale dell’Università degli Studi di Padova

“Azienda e regimi del suo trasferimento”, del prof. Aldo Angelo Dolmetta, già Giudice della Corte di Cassazione, sezione prima civile, e ordinario di Istituzioni di Diritto Privato dell’Università Cattolica S.C. di Milano

“La circolazione societaria del ramo aziendale”, della prof.ssa Giuliana Scognamiglio, ordinario di Diritto commerciale nell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

“Il ramo aziendale alla luce dell’articolo 2112 del Codice Civile e della direttiva 2001/23/CE”, del prof. Massimo Pallini, ordinario di Diritto del lavoro dell’Università degli Studi di Milano

“Il ramo d’azienda nell’ambito delle procedure della crisi d’impresa”, del prof. Daniele Vattermoli, ordinario di Diritto commerciale dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

“L’azienda tra Testo Unico Bancario e Codice delle Assicurazioni”, del prof. Andrea Tina ordinario di Diritto commerciale dell’Università degli Studi di Milano

“L’azienda nella disciplina di cui alla liquidazione coatta delle Banche Venete”, del prof. Ugo Minneci ordinario di Diritto commerciale dell’Università degli Studi di Milano

Al Senior Partner dello Studio prof. avv. Pietro Ichino, emerito di Diritto del lavoro dell’Università degli Studi di Milano, è affidata la conclusione dell’evento con le sue considerazioni finali.

Il convegno si tiene nella Sala Lauree della facoltà di Scienze Politiche in via Conservatorio 7 a Milano.

La locandina è disponibile qui.

[Foto di 정훈 김 da Pixabay]

Il professor Massimo Pallini parlerà di distacco transnazionale all’evento Unimi e Ordine Avvoati di Milano

«La disciplina del distacco nell’interpretazione della Corte di giustizia e nell’applicazione del giudice italiano: spunti di riflessione e di criticità», questo il titolo dell’evento che il prof. Massimo Pallini, partner dello Studio Legale Ichino Brugnatelli, tiene in presenza nella sala lauree della Facoltà Scienze Politiche, Economiche e Sociali in Via Conservatorio n. 7 Milano, e anche online tramite la piattaforma MS Teams, il 6 luglio 2022 dalle ore 15:00 alle ore 18:00.

Il Senior Partner dello Studio tratta in particolare l’argomento dell’abuso del distacco transnazionale a mezzo di triangolazione di lavoratori somministrati. I vantaggi economici che le aziende possono trarre da questo fenomeno rendono urgente la necessità di arginarlo, per salvaguardare i lavoratori irregolarmente impiegati e le imprese nazionali che operano correttamente.

L’evento è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Milano e dà diritto a tre crediti formativi per avvocati ai soli partecipanti in presenza.

La locandina dell’evento, con l’intero programma, è scaricabile a questo link.

Workshop a Roma
Make or buy? Evoluzione dei modelli d’impresa, outsourcing, lavoro

Con l’inaugurazione della nuova sede romana, lo Studio Ichino Brugnatelli organizza giovedì 19 maggio 2022 un convegno sulla disciplina della scelta strategica make or buy alla luce dell’evoluzione dei modelli d’impresa e del suo impatto sull’organizzazione del lavoro.

Sarà l’avv. Mario Miceli, nuovo partner dello Studio nella sede di Roma, a introdurre il workshop.

Relazioni:

Dalla parte delle aziende, il dott. Fabio Bonfanti, Strategy & Consulting Lead, e il dott. Roberto Pagella, Operations Lead della società Accenture faranno il punto su “Intelligent Operation: accelerazione dell’innovazione tecnologica e valorizzazione del capitale umano”, mentre l’avv. Daniela Garreffa, Responsabile Diritto del Lavoro Direzione HR della società Almaviva, esporrà il suo approfondimento su “Organizzazione della produzione – Non solo scelta tra make or buy“.

L’evento si terrà presso il complesso monumentale di San Salvatore in Lauro a Roma – Piazza di San Salvatore in Lauro, a partire dalle 15:30.

Il programma della giornata è scaricabile a questo link.