L’avv. Carlo Fossati sugli ammortizzatori nella crisi da Covid-19, intervista su A&F

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Sul numero odierno di Affari & Finanza, nell’ambito del Rapporto “Innovazione”, Vito de Ceglia intervista l’avv. Carlo Fossati, partendo da un’analisi della Banca d’Italia che ha calcolato l’impatto delle misure di estensione della CIG, il sostegno alla liquidità delle imprese e il blocco dei licenziamenti. Il senior partner del nostro studio ha segnalato che il lungo blocco dei licenziamenti, purtroppo, ha solo rallentato il processo di riorganizzazione di cui tante aziende hanno bisogno.

Il giuslavorista ha sottolineato come dovrebbero essere piuttosto attuate, in questa fase delicata di trasformazione, politiche attive a sostegno del lavoro e delle imprese: quelle a suo tempo previste dal Jobs Act sono rimaste per gran parte lettera morta.

Il ricorso all’ammortizzatore sociale in senso tradizionale funziona se rigorosamente limitato a situazioni di contrazione dell’attività contingenti e limitate nel tempo: per tutti gli altri casi, è senz’altro meglio che le aziende siano messe nella condizione di gestire gli esuberi strutturali in modo tempestivo e che le persone che, in conseguenza di queste ristrutturazioni, perdono il lavoro non siano lasciate sole nella riqualificazione professionale e nella ricerca di una nuova occupazione.

Riguardo allo smart-working, grande protagonista di questa situazione, l’avv. Fossati prevede che l’affermarsi dello smart-working metterà in crisi il paradigma tradizionale del lavoro subordinato e obbligherà a un suo ripensamento, con più attenzione ai risultati rispetto alle “ore lavorate”.

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