Le risposte per l’Economia del Corriere di oggi su smart-working, vaccini e confronto con il modello retributivo di Google

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Non solo su come gestire il personale e i vaccini in azienda, ma anche sul futuro dello smartworking e su un confronto fra la situazione italiana ed il modello statunitense di adeguamento dello stipendio al costo della vita locale: l’intervista pubblicata oggi dall’Economia del Corriere della Sera al senior partner Guglielmo Burragato tocca questioni di grande attualità. Smart-working: la pandemia l’ha sdoganato definitivamente? «Le aziende ora si rendono conto che la produttività non soffre dal lavoro a distanza, anzi: se ne possono trarre dei vantaggi. Lo smart working è diventato
uno strumento organizzativo a tutti gli effetti e le aziende si stanno orientando verso soluzioni miste, ad esempio con
due/tre giorni di giorni in ufficio alla settimana».
Intanto negli Usa si assiste anche a modifiche della politica retributiva. Google ha introdotto per i suoi 140 mila dipendenti nel mondo uno strumento che calibra la retribuzione in base al costo della vita delle diverse città. In Italia sarebbe possibile? «I contratti nazionali di lavoro pongono minimi retributivi validi per tutto il territorio nazionale. Con gli accordi aziendali e individuali, al di sotto dei minimi retributivi non si può andare. Si possono stabilire trattamenti superiori, eventualmente per chi opera in zone con costo della vita più elevato».

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