Conseguenze delle nuove norme sul contenzioso del lavoro – L’avv. Luca Daffra risponde a Federico Unnia su Italia Oggi

Il servizio uscito sul numero di lunedì di Italia Oggi, scaricabile qui, ha raccolto il parere degli esperti in campo giuslavoristico sull’impatto dei cosiddetti “Decreto dignità” e “Decretone” sulle liti in materia di diritto del lavoro.

L’avv. Luca Daffra ha risposto che «il combinato dei due provvedimenti, legislativo e giudiziale (sentenza Corte costituzione n.194/2018) porta il rifiorire del contenzioso sui licenziamenti anche con riguardo a quei rapporti sorti a far data dall’8 marzo 2015 a cui trova applicazione il regime delle tutele crescenti.

Questo contenzioso negli anni precedenti aveva, invece, subito una pesantissima battuta d’arresto.

Con l’entrata in vigore del Decreto Dignità sono aumentate le richieste di consulenza sui contratti a termine per valutare le possibilità di proroghe e rinnovi e redigere le clausole relative alle causali. Sono aumentate le richieste concernenti l’individuazione di strumenti alternativi al contratto a termine per ovviare a limiti stringenti previsti dallo stesso. Per quello che ho potuto sperimentare l’effetto pratico della reintroduzione delle causali per i contratti a termine è il significativo aumento del turnover nelle aziende, posto che è raro che un datore di lavoro mantenga in essere un rapporto a termine con uno stesso lavoratore e per mansioni di pari livello e categoria legale.

Sul fronte dei licenziamenti si è registrato un aumento delle richieste di assistenza sia nella fase di predisposizione delle lettere di recesso e nelle attività a esse prodromiche sia nella gestione stragiudiziale del contenzioso, finalizzata al tentativo di trovare soluzioni conciliative che prevengano il giudizio».