Lo Studio vince in Cassazione in materia di somministrazione di lavoro

Lo Studio – con un team coordinato dal partner Carlo Fossati e dall’avv. Francesco Antonio La Badessa – ha assistito innanzi alla Suprema Corte di Cassazione una nota società di Somministrazione di lavoro in una complessa controversia.

La Corte di Cassazione, con provvedimento pubblicato in data 8 gennaio 2019, ha confermato la decisione della Corte di Appello di Venezia che già aveva accolto le ragioni della Società di Somministrazione e ha rigettato nuovamente il ricorso proposto da parte Ricorrente.

Per quanto più rileva, in tema di indennità di disponibilità ex art. 32 CCNL per la categoria delle Agenzie di Somministrazione di Lavoro, la Suprema Corte ha dichiarato – seppure implicitamente – la natura retributiva della stessa; la Corte di Cassazione ha dunque sostanzialmente confermato l’inquadramento normativo statuito dal giudice di secondo grado, rigettando anche tutti gli altri motivi di ricorso avanzati dai lavoratori.

Secondo i giudici di legittimità, la Corte territoriale ha infatti correttamente accertato che i lavoratori, al momento del licenziamento, percepivano la sola indennità di disponibilità per fatto non imputabile all’Agenzia di Somministrazione evidenziando altresì che la funzione del risarcimento previsto ex art. 18 L. 300/1970 e s.m.i. è, sostanzialmente, quella di ripristinare la situazione di fatto antecedente al provvedimento espulsivo illegittimo.

In ragione di ciò, la funzione risarcitoria prevista dalla richiamata normativa di legge è esclusivamente quella di corrispondere al lavoratore quanto (e non più di quanto, sottolinea il Collegio) lo stesso avrebbe effettivamente percepito se non vi fosse stata l’estromissione dei lavoratori dall’azienda, ripristinando, per l’effetto, l’effettiva situazione di fatto sussistente al momento del licenziamento illegittimo.

Conclude la Corte evidenziando che il ripristino dello status quo ante licenziamento si configura quale contenuto concreto dell’obbligazione di pagamento dell’indennità ex art. 18 L. 300/1970.

Per effetto di quanto sopra, viene sostanzialmente statuito che l’indennità di disponibilità contrattualmente dovuta dalle Agenzie di Somministrazione nei periodi di non – somministrazione ai propri lavoratori contrattualizzati a tempo indeterminato non è uno strumento di sostegno al reddito ma un istituto contrattuale di natura retributiva.