Il Senior Partner di Studio Avv. Francesco Brugnatelli è stato intervistato dalla testata cinese Jiemian News (界面新闻, organo di informazione fondato nel 2014 dallo Shanghai United Media Group) in merito alla normativa italiana sulla protezione degli animali e sui relativi risvolti giurisprudenziali.
L’intervista si inserisce nell’ambito di una più ampia disamina della protezione legale degli animali in Cina, i cui maltrattamenti rischiano di restare impuniti a fronte dell’assenza di una specifica regolamentazione a loro tutela. L’articolo mira, infatti, a comparare la disciplina legale cinese in materia con quella prevista a livello internazionale da alcuni Paesi europei, evidenziandone le diversità.
Riportiamo il link al sito cinese (leggibile in mandarino)
https://m.jiemian.com/article/12271589.html
di cui riportiamo stralcio in italiano:
Prendendo l’Italia come esempio, Francesco Brugnatelli, avvocato di Milano e socio di Ichino-Brugnatelli e Associati, ha dichiarato a Jiemian News che la legislazione italiana sulla protezione degli animali si basa su principi costituzionali, norme di diritto penale, leggi comuni e regolamenti europei. Sebbene la Costituzione italiana non menzioni esplicitamente la tutela degli animali, l’articolo 9 afferma nella sua ultima formulazione che “la Repubblica (italiana) tutela il paesaggio, l’ambiente e la diversità biologica”. L’avv. Brugnatelli ha affermato che, in quanto parte integrante del patrimonio naturale, gli animali selvatici rientrano nell’ambito di tutela previsto da questo regolamento. I giudici hanno quindi riconosciuto il valore intrinseco degli animali e li hanno inseriti tra i beni protetti di importanza collettiva.
“In Italia, se una persona avvelena il cane del vicino, può essere punita con pene detentive che vanno da 4 mesi a 2 anni. Lo prevede infatti l’articolo 544 bis del Codice penale introdotto dalla Legge n. 189/2004 che punisce chiunque provochi la morte di un animale senza necessità (ad esempio per difesa o perché l’animale è malato). L’articolo 544 ter, invece, vieta la crudeltà verso gli animali, con pene che vanno da tre mesi a un anno di reclusione o una multa da 5.000 a 30.000 euro (circa 38.000 a 228.000 yuan)